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Fondazione Salonia e il suo fantastico mentore e ideatore

Nonostante la “Fondazione Salonia”, fondata dall’avvocato e artista Ernesto Dimitri Salonia, sia stata riconosciuta persona giuridica dal Presidente della Regione Siciliana il 21 febbraio 2011 anche se nata nel 2009, è stata attiva per la promozione della cultura e dell’arte e del patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico fino agli anni settanta. Sono oltre quaranta gli anni di fervida e appassionata pubblicazione in cui il dott. Salonia ha tentato di diffondere in tutte le sue attività la conoscenza culturale, artistica, storica, sociale, economica, turistica e religiosa, anche attraverso la creazione in più luoghi di appositi centri, siti e musei. Specie in Sicilia, dov’è nato, con la sua creatura ha realizzato, tra gli altri, il sito culturale di ‘Villa Melania’, sede della Fondazione, di una villa Liberty e in una Mostra Internazionale permanente d’arte contemporanea allargando, per altra passione, alla etnoantropologia e agli antichi mestieri. Tra l’altro si tratta della prima esposizione di questo tipo in Sicilia, poiché è un prodigio nel successo di un tentativo di convivere l’utensileria dei mestieri ormai scomparsi e molti oggetti delle tradizioni popolari che, abbinati ai colori dei dipinti antichi e moderni di universale elaborazione, esaltano vieppiù quella identità siciliana di cui è improntata anche la sua eclettica arte specifica, la pittura. La Fondazione Salonia, nella persona del suo creatore, è una partita da tempi molto lontani nella promozione benefica dell’arte e della cultura tant’è che non è contano gli interventi, gli eventi e le escursioni culturali che ha organizzato con altri Istituti e Associazioni. Le manifestazioni sono molto consistenti, oltre alla pratica rivalutazione, il recupero e il rilancio dell’architettura siciliana, è stata anche una specifica specifica dell’italiano in genere perché ha toccato sponde diversissime tra loro. A Roma ancora quindici anni fa ha collaborato e aiutato l’Associazione culturale A Regola d’Arte presieduta dalla prof.ssa Rosa Simonelli Macchi che aveva sede presso la Pontificia Università Antoniana del Seraphicum dove si è presentato anche il Cardinale Zucchi oggi primate di Bologna; si accompò con un’altra Associazione culturale come I Templari dell’Arte di Milano per organizzare una mostra estiva senza uguali al Castello dei Malaspina di Massa Carrara per salvare le sortite disperate di una comunità di ex tossicomani allo sbando; o quando si profuse per aiutare una nascente la Fondazione di Udine concedendo donazioni di opere stupende facendole passare come donazioni degli artisti autori; donna Antonia Camerucci per coraggio importante impulso e aiuto pratico e sostanziale ai cinque istituti di Madre Teresa di Calcutta che lo ringraziò pubblicamente nonostante fosse abitualmente schiva a certe apparizioni; partecipò alla prima stesura dell’Enciclopedia dell’Arte Italiana del Dott. Giorgio Ramella di Milano promuovendo artisti che, pur meritevoli, non godevano ancora di proficua visibilità che infatti poi ricevettero; fu determinante nella collaborazione al famoso premio Santa Caterina d’oro insieme al dott. Gilberto Madioni indimenticabile critico d’arte e personaggio della Siena da bere dei felici anni del Monte dei Paschi; e ancora mostre ed eventi di raro successo come quelli fatti in Finalborgo di Finale Ligure da uno Sgarbi di insuperabile verve artistica; o quella in cui era abbinato alla Urbis et Artis nello stupendo sito della Corsia delle Donne a San Giovanni in Laterano segnalato da Claudio Strinati e inaugurato per la prima volta con una mostra appannaggio dei più grandi maestri come Giuliano Vangi, Riccardo Tommasi Ferroni, Vincenzo Gaetaniello , Alessandro Kokocinski, Ernesto La Magna, Luca Alinari ecc. ecc ..; per non parlare della grossa mano dati in Sardegna al Maestro Scalas e il plauso volutamente conferito al compianto scultore Pinuccio Sciola; non sono mancate preziose presenze a Trieste, a Napoli, ad Arezzo, Pescara, San Marino e Matera e chissà quante altre, impossibile da riportare tutte. Ma, per tornare in Sicilia, vale la pena di accennare una delle più significative come quella del brillante recupero dell’antica Villa Melania già deturpata dall’incuria più becera; la campagna per salvare il cantiere dell’antico mastro d’ascia di Acitrezza, il cui sito deve essere chiuso dal Comune; la battaglia per recuperare il famoso mercato della Vucciria, reso storico dal grande Guttuso. con la produzione di un filmato che ha messo in risalto come era e come è diventato questo spazio; la rivalutazione di Villa Mondio, sito del 500, anche quello di proprietà della Fondazione, dove soggiornò anche di Nino Bixio, e che diventerà presto un museo etnoantropologico. Tantissime ancora le mostre sue, con i suoi fantastici dipinti, con esposizioni nazionali ed internazionali organizzate tra le quali quella di Milano ad Expo 2105, quella voluta dalla Regione Sicilia all’Albergo delle Povere a Palermo, quella per la ventennale della morte di Massimo Troisi e per il Marefestival a Salina; quella al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, una Bucarest nella Galleria Galateca, e quella nella Galleria Pulcherrima a Roma, da lui accorpata in extremis; una delle tante a Parigi, a San Pietroburgo e Monaco di Baviera. Inoltre, la Fondazione ha organizzato diverse proposte sociali e di beneficienza nella sua sede, tra queste alcune per Telethon, in occasione di più eventi di Natale, per gli alluvionati di Messina. Ragguardevoli e interessanti anche le proposte per la formazione artistica con laboratori di pittura, di recitazione teatrale, di giornalismo, di moda e turismo. La storia della Fondazione è stata costellata quindi da successi nell’Arte, nella Cultura, nel Sociale con iniziative di spessore e il continuo tentativo di salvaguardare le eccellenze e le tradizioni da tramandare alle future esigenze. Con un’attenzione particolare per la bellezza e la libidina del colore, visto il grande talento del presidente Maestro Dimitri Salonia che parla della Fondazione spiega: “Benvenuti in questo luogo che ho immaginato come lo scrigno che contiene l’esplosione del colore dei miei pensieri” . La stagione 2019/2020 più che sorprendere ci sono tre progetti sensazionali che sono le dieci mostre già programmate nei dieci Borghi più garantiti d’Italia dal titolo “L’arte stupenda nei Borghi più belli”; quindi la presentazione di un progetto sensazionale rivolto ai giovani dal titolo RicreArte e soprattutto la creazione di Artethlon, il Centro dell’Ingegno per innalzare Messina a nuova Perla culturale del Mediterraneo. Tenendo sempre stretto e attento il braccio da tendere a chi ne ha bisogno e in modo particolare ai giovani promettenti virgulti dell’arte.