A “Villa Melania Cultural reFactory” a Pistunina a Messina grande successo per la prima mini rassegna del festival internazionale

A “Villa Melania Cultural reFactory” a Pistunina a Messina grande successo per la prima mini rassegna del festival internazionale Cinematografico e teatrale dal titolo “Integrazione, comunicazione culture e società”.  

Molto apprezzata a“Villa Melania Cultural Refactory” a Pistunina a Messina la prima mini rassegna del festival internazionale Cinematografico e teatrale dal titolo “Integrazione, comunicazione culture e società organizzata dalla Fondazione Salonia. La kermessevuole diventare  un osservatorio culturale con lo scopo di raccogliere, analizzare e promuovere, all’interno di relazioni transnazionali e internazionali, i valori universali dei principi democratici, dei diritti umani e delle diversità culturali.

Ad introdurre la serata una conferenza del prof. Giuseppe Rando su “Federico II di Svevia. Un’imperiosa laicità”. Si è sottolineato soprattutto l’aspetto che vedeFederico II come precursore convinto dell’incontro tra più culture. Si è proseguitocon lo spettacolo “GenerAzione Jahnduj8” di Chiara Rosenthal, un’artista internazionale poliedrica: danzatrice, coreografa allieva di Bejart, regista, disegnatrice, autrice di racconti e canzoni. Protagonista dello spettacolo un nuovo personaggio della commedia dell’arte italiana dal nome Jahnduj8’, pronipote meticcio di Gianduja e Giacomettafrutto dell’integrazione sociale torinese tra il loro figlio Giovannino e la sua sposa turca Rosetta di padre africano. Uno spettacolo di danza, canto e recitazione con dei burattini, protagonisti, un’opera-rap ispirata ad un personaggio simbolo d’integrazione. Durante l’esibizione della Rosenthal c’è stata una performance dal vivo del maestro Dimitri Salonia, fondatore della Scuola Coloristica Siciliana. Salonia ha dipinto una una tela sul tema dei migranti. All’interno del sito è stato anche evidenziato un ‘percorso culturale‘con gli splendidi quadridel maestro Fabio D’Antoni sulla mitologia celtica per ricordare  le origini sveva di Federico II, e creare un ponte con la cultura celtica e quella sveva.  Ha concluso la kermesse nella sala degli antichi mestieri un’esibizione del musicista Vincenzo Guerrazzi che ha intonato diverse melodie folk sul tema dell’integrazione culturale. Nelle prossime settimane verranno organizzati altri spettacoli. “Con questo Festival– spiega Eros Salonia, regista e direttore  artistico della kermesse –  vogliamo far conoscere al pubblico film, spettacoli ed esibizioni teatrali capaci di raccontare aspetti positivi di una realtà, che cambia rapidamente ed è sempre più multiculturale, multi linguistica e multi religiosa. L’obiettivo è quello di permettere lo scambio di esperienze culturali fra persone di origini diverse, ma che insieme cercano un integrazione sociale. Chiarendo attraverso l’arte e la cultura la funzione concreta dei diritti quali interfaccia fra universalità e diversità culturale, sia all’interno dell’esperienza migratoria, sia nelle relazioni poi con gli altri nei nuovi paesi.